venerdì 7 giugno 2013

PROCESSO RUBY: MINETTI "PER SILVIO IL MIO ERA AMORE VERO E SINCERO"

«Ho amato Berlusconi di amore sincero e non ho mai invitato nessuno alle sue feste». È il giorno di Nicole Minetti al processo 'Ruby bis' in cui l'ex consigliere regionale del Pdl è imputata insieme a Emilio Fede e Lele Mora. Abbronzata e in giacca nera, Minetti ha preso la parola seduta a fianco dei suoi legali. «Vorrei anzitutto dire che questa storia ha scatenato su di me, e solo su di me, una feroce campagna di diffamazione portata avanti da giornali, tv e web senza precedenti, fondata su cattiveria e malvagità sulla cui origine bisognerebbe indagare». 

Durante le sue dichiarazioni spontanee, Nicole Minetti ha ricostruito il suo arrivo a Milano e la conoscenza con Berlusconi. «Sono arrivata a Milano nel 2006, a 21 anni, per seguire il corso di laurea in igiene dentale. Ho accompagnato i miei studi cercando di fare qualche lavoretto, la hostess a eventi e fiere. Alla fiera del ciclo e motociclo, nel 2008, ho stretto per la prima volta la mano all'allora presidente. Ottenni solo grazie alle mie doti di entrare nel corpo di ballo di 'Colorado cafe», e qui conobbi Maristhelle Polanco che mi parlò con riconoscenza del presidente. Quando lo incontrai lo dissi a Berlusconi. Mi apparse molto lusingato e iniziò un discreto corteggiamento da parte sua anche tramite la Polanco». «Mi invitò tramite lei alle cene - continua l'imputata - fui da subito affascinata dalla personalità e dal carisma che esercitava su di me. Nacque una grande amicizia che sfociò in una relazione. Tengo a precisare una volta per tutte che si trattava di un sentimento vero e sincero». «Al di la (...) delle certe quanto maliziose strumentalizzazioni che ha subito e subirà questa storia, tengo a precisare in quest'aula di Tribunale e una volta per tutte che il mio è stato un sentimento d'amore vero nei confronti di Silvio Berlusconi», ha affermato Nicole, per poi sottolineare: «Era chiaro, avendo noi una relazione sentimentale, che egli sarebbe stato felice di aiutarmi», spiegando che «avevo espresso il desiderio di cimentarmi in politica e quasi per caso, si presentò un'occasione importante durante la preparazione delle liste per le elezioni del Consiglio Regionale in Lombardia: il presidente mi disse che don Verzé, l'allora rettore del San Raffaele, avrebbe avuto piacere di avere un esponente del suo istituto all'interno del Consiglio e siccome lo stesso Don Verzé in più occasioni si era espresso con giudizi lusinghiesi nei miei confronti venne quasi spontaneo pensare a me». «È inutile dire che con una gioia pari alla inconsapevolezza decisi di accettare la proposta» ha concluso la Minetti che diventò consigliere regionale pidiellino «grazie al listino bloccato».

«Sto una favola, sto benissimo, la politica non mi manca», ha affermato ai cronisti Nicole. Poi, in aula, spiega: «Sono entrata in politica con un ruolo di responsabilità per cui non ero pronta». L'ex consigliera ammette che il «salto» che la portò a sedere nel Consiglio regionale della Lombardia fu eccessivo per la sua preparazione. Tuttavia, afferma: «Nemmeno questo giustifica l'odio verso di me, non sono stata l'unica ad avere un posto nel listino bloccato». 

«Sono accusata - ha ripreso - con un puro teorema basato su un malcelato moralismo. Spero che il tribunale mi faccia giustizia distinguendo tra giudizi morali e responsabilità penali». E, a proposito di Ruby, Minetti ha voluto precisare: «L'ho conosciuta ad Arcore nel febbraio 2010. Non ho mai avuto modo di dubitare che la sua età fosse quella dichiarata». Per quanto riguarda la notte tra il 27 e il 28 maggio del 2010 quando l'ex consigliera regionale prese in affidamento la giovane marocchina, questa è la sua versione: «La notte del 27 maggio mi sono presentata in questura in base alla volontà del presidente Berlusconi di aiutare una persona che solo in quel caso si era rivelata essere una minore. Pensavo di fare del bene. Un atto formale per consentirle di tornare a casa sua e non passare la notte in questura». 

La Minetti ha annunciato l'intenzione di fare delle dichiarazioni spontanee. Presente in aula anche Mora. Per i tre imputati, nella precedente udienza, la pubblica accusa ha chiesto una condanna a sette anni di carcere per favoreggiamento e induzione alla prostituzione. 


L'Unità

mercoledì 5 giugno 2013

VERTENZA AST: SCIOPERO CITTADINO, STAZIONE OCCUPATA, LA CELERE CARICA GLI OPERAI, ANCHE IL SINDACO FERITO ALLA TESTA



C'è in ballo il futuro cittadino in questi giorni, c'è in ballo la vita delle acciaierie e di un'intera provincia.
Questa mattina gli operai si sono ritrovati davanti la portineria per uno sciopero di 4 ore.
Il corteo aperto dal Sindaco Di Girolamo si è diretto verso la stazione con l'intento di occupare i bianari come segno di protesta.
Ci sono stati incidenti con la celere che prima ha tentato di inpedire l'accesso alla stazione, poi ha effettuato tre cariche verso i manifestanti.
Sono volate pesantissime manganellate, ovviamente verso operai che sono ragazzi e padri di famiglia, e persino ul sindaco (nella foto) è rimasto coinvolto dalle cariche rimanendo ferito alla testa.
Nonostante la ferita Di Girolamo ha guidato il corteo ed ha occupato i binari assieme agli operai.
Il sindaco è stato poi trasportato al pronto soccorso.

Una vergogna indicibile a nostro avviso ma non aggiungiamo altre considerazioni lasciando a voi il giudizio.


mercoledì 29 maggio 2013

DOPO VOTO: ALTA TENSIONE FRA I GRILLINI IN PARLAMENTO E LA LOMBARDI INSULTA I SUOI COLLEGHI

Due giorni dopo l'esito delle amministrative, Grillo torna a tuonare dal blog e stavolta (tra gli altri), se la prende anche con i suoi parlamentari. Chi - così scrive il comico genovese - vuole un accordo con il Pd, «è pregato di avviarsi alla porta». 

I toni si fanno più aspri e le reazioni, tra i parlamentari 5 stelle, hanno diverse sfumature. Lo spirito critico rimane, ma si nega l'ipotesi di una scissione. Al momento, secondo quanto si apprende, nessuno avrebbe intenzione di formare un nuovo gruppo autonomo. L'aria che si respira, viene riferito in ambienti parlamentari grillini, è che i 'capi' di M5S avrebbero però tutta l'intenzione di 'disfarsì di coloro che sono troppo critici. 

E sembra iniziata quasi una caccia alle 'spiè, quelli che la capogruppo Roberta Lombardi, definisce in una mail, senza giri di parole, «stronzo/i che fanno uscire tutto quelli che ci scriviamo o diciamo sui giornali». Anche le mail riservate, come quest'ultima a firma Lombardi, che si chiude con un saluto 'gentile': «Grazie per averci tolto anche la possibilità di parlarci in libertà. Sei una merda, chiunque tu sia. R.». 

Il Movimento 5 stelle è praticamente sotto «assedio» e tu, deputato che fai la spia con i giornalisti, «sei una merda, chiunque tu sia». Firmato, Roberta Lombardi. È l'ultima mail inviata dalla capogruppo M5S alla Camera ai deputati grillini, come rivela 'Europà sul suo sito. Mail che viene confermata all'Agi da una fonte interna al Movimento 5 stelle. Alla vigilia dell'assemblea congiunta di deputati e senatori 5 stelle, così la capogruppo Lombardi si rivolge ai suoi: «Volevo scrivervi qualcosa per condividere con voi questa specie di assedio a cui siamo sottoposti, ma grazie allo stronzo/i che fanno uscire tutto quello che ci scriviamo o diciamo sui giornali, mi è passata la poesia. Grazie per averci tolto anche la possibilità di parlarci in libertà. Sei una merda, chiunque tu sia. R.». 

Chiusura netta a ogni accordo con il Pd e ridimensionamento del flop alle amministrative dato che, numeri alla mano, tutti i partiti sarebbero crollati: la risposta di Beppe Grillo a chi considera il M5S una meteora già eclissatasi dal panorama politico italiano arriva, come al solito, dal suo blog. L'ex comico genovese sdrammatizza, ricordando che dopo il clamoroso risultato alle elezioni politiche non aveva usato toni trionfalistici così come oggi non usa toni catastrofisti. «Dopo le elezioni politiche e l'affermazione del M5S - si legge nel sito di Grillo - Casaleggio disse che per lui 'Era un giorno come un altrò. Valeva anche per me. Nel senso che era la tappa di un percorso. Non abbiamo fretta. Anche ieri, dopo le comunali è stato un giorno come un altro. Nessun trionfo a febbraio, nessun tonfo a maggio. L'obiettivo del M5S è di cambiare il Sistema, le regole del gioco, di introdurre nella Costituzione strumenti di democrazia diretta, oggi totalmente assenti o disattesi. E, come ovvio, di andare al Governo, ma senza questi partiti che hanno distrutto l'Italia e che oltre a essere la malattia si propongono come cura». Il leader del M5s ribadisce che comunque con le ultime amministrative «circa 400 consiglieri del M5S» potranno «entrare nelle municipalità», «fare proposte, operare da sentinella per i cittadini. È tanto? È poco? È comunque un risultato che consente al M5S di raddoppiare la sua presenza nei Comuni». 


L'Unità



lunedì 27 maggio 2013

ELEZIONI: ECATOMBE 5 STELLE, LA BASE INSORGE, GRILLO VAFF... TU!

A fronte del 27,27 per cento delle politiche, le proiezioni dell'Istituto Piepoli accreditano al candidato per la Capitale Marcello De Vito il 13,5% dei consensi: meno della metà del febbraio scorso. Non si fanno attendere le reazioni allarmate della base, che prediligono come di consueto il blog del fondatore. 

Tanti i j'accuse nei confronti degli eletti a Montecitorio e Palazzo Madama. «Beppe ci si scioglie il Movimento: Mastrangeli e i dementi mandati in Parlamento che rompono sulla diaria, stanno distruggento il m5s», tuona Luciano da Napoli. Anche l'utente che si firma come Terzo Nic non nasconde la delusione per i parlamentari. «Grillo c'è. Il Movimento molto meno. Sarebbe ora di uscire dai palazzi e tornare a far politica tra la gente. Sveglia!», è l'invito perentorio rivolto ai parlamentari. 

Delusione e disappunto per le performance parlamentari dei Cinque Stelle anche nelle parole del militante che si firma con le sole iniziali b.v.: «Il Movimento a Roma perde male. Io credo che la forte astensione abbia penalizzato più di tutti proprio il Mov. Gli italiani, i romani veri, le persone in carne ed ossa, quelli veramente delusi, scazzati e nauseati da questo sistema e da questa situazione, hanno infine scelto piuttosto che collaborare con questa democrazia e stato delle cose, la via più facile e semplice: fregarsene. Non riesco a dar loro torto». 

Ma sono arrabbiati anche i toni di chi punta il dito contro Grillo e il suo sodale Gianroberto Casaleggio, accusati di tenere 'ingabbiato' il Movimento Cinque Stelle, privandolo di una reale autonomia di linea politica. «Il Movimento è dimezzato. Bravi. Complimenti a Casaleggio, che ha impostato una strategia comunicativa disastrosa, e complimenti a Grillo, che ha dissipato un enorme patrimonio di voti», scrive ad esempio Lino Meschieri. E domanda: «Lo volete capire che la linea politica è sbagliata? Volete degnarvi di restituire agli elettori cinquestelle la capacità di decidere la linea politica del Movimento? Oggi il M5S è fermo, imbalsamato. La capacità di iniziativa politica è zero. Il Movimento non si arricchisce, non si irrobustisce e non attira nuove attira nuove competenze. Si è cristallizzato e fossilizzato intorno a regole che non funzionano. Avete buttato un capitale di 9 milioni di voti! Ma bravi». 

Qualcuno come il militante che si firma Augusto Temando arriva a contestare direttamente Grillo. «Ma basta con 'sti post di m...- intima- parla di cose reali non fare sempre la vittima. Tu e i dementi in Parlamento avete sbagliato tutto. Inutile dare la colpa agli altri. È solo colpa vostra». 

Il militante che si maschera dietro il nick name Obi Kenobi osserva: «Come volevasi dimostrare, invece di spazzare via i partiti, li abbiamo resuscitati. Ora per favore un pò di autocritica e cerchiamo di non sparire del tutto dalla scena politica». Fabio Z., da Carsoli, è più sintetico: «Caro Beppe adesso il Vaffa te lo devi prendere tu».

«Inutile girarci intorno, stiamo prendendo una batosta». C'è chi invoca un cambio di 'strategia': «Se Beppe non va in tv a gridare quello che propone il M5S e a rendere conto di quello che fanno i parlamentari 5 stelle, sarà sempre più dura» dice Kalda major 'commentatore certificato'. 

E Carlo da Catania aggiunge: «O si cambia strategia e si va in TV a contrastare le menzogne oppure è finita!». La base web attacca M5S: «Sono allibito - scrive un polemico Giovanni - leggo ancora qui dei commenti stile «va bene così» e simili. Proprio vero! Il movimento degli struzzi!» e se la prende anche con l'«inconcludente inazione di 163 parlamentari». 

Ruggero chiosa: «Regola nr 1 in questi casi: parlare d'altro. Volpone....». Erica domanda: «Ma un po' di sana autocritica non farebbe bene al M5s? Possibile che si sia capace solo di dar la colpa agli altri del risultato deludente di oggi?». Lino aggiunge: «Ma quando perdiamo le elezioni cosa succede? Si dimette Beppe? Casaleggio si taglia i capelli? Il blog si spegne due minuti in segno di lutto? E una domanda seria: cosa succede?». 

Rincara la dose Rosolino da Fondi: «Caro Beppe e popolo del m5s, come ho detto in altri commenti il treno arriva una sola volta e l'abbiamo perso e loro si sono compattati e continuano a fare i loro porci comodi. Sono un po' deluso perché potevamo appoggiare il pd e ricattarlo come fa il pdl e nel contempo fare le riforme che questo paese aspetta da tanti anni». 

Anche Lucio fa un'analisi 'spietata' e titola il suo commento: «VOTO 5*, OVVERO: 1)Avere 9 milioni di voti e non saperli usare, avere in mano tutte le carte buone e non usarne una, 2)avere in mano l'atomica per affossare Berlusconi e PUR DI »non sporcarsi con il pd-l« dargli le chiavi per riprendersi tutto, 3)avere un credito e buttarlo via con DIARIE e cose simili RISULTATI OTTENUTI: piazze stufe dei discorsi di Grillo elettori delusi da 5* che hanno capito che è MEGLIO ASTENERSI che tanto l'unico risultato ottenuto è dare uno stipendio di VARI MIGLIAIA DI EURO ad un po' di cittadini, CHE CI PRENDONO PER I FONDELLI - vale la pena di ricordare che, per convenzione, scrivere stampatello maiuscolo equivale a urlare - DICENDO CHE SE LI CHIAMANO ONOREVOLI O SENATORI SI GIRANO PENSANDO NON SI RIVOLGANO A LORO. MA VAFFA... Quando ti danno la busta paga lo capisci che sono tuoi però! Ancora una volta ho sprecato il mio voto, pazienza! Mi rode solo l'avere perso la speranza che finalmente si cambiava!». 

Commenti anche Twitter. Nella Capitale, Grillo passa «da tzunami a pozzanghera», perché «a Roma c'è il Movimento 2 Stelle e mezzo», mentre per qualcuno «la sconfitta del M5S è la vittoria più bella. Presuntuosi». Infine, c'è anche chi si chiede «che è 'sto rumore?? Ah sì, i grillini che rosicano...». 

L'Unità

martedì 14 maggio 2013

REQUISITORIA BOCCASSINI, LA REAZIONE DI BERLUSCONI

All'indomani della richiesta della Boccassini, 6 anni di reclusione e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, ecco il commento diBerlusconi su Facebook: 

"Non mi è stato possibile ascoltare la requisitoria. Ho letto le agenzie. Che devo dire? Teoremi, illazioni, forzature, falsità ispirate dal pregiudizio e dall'odio, tutto contro l'evidenza, al di là dell'immaginabile e del ridicolo. Ma tutto è consentito sotto lo scudo di una toga. Povera Italia!

lunedì 13 maggio 2013

ROTONDI: "DOBBIAMO TUTTI PREGARE PER SILVIO BERLUSCONI AFFINCHÈ VINCA NEI SUOI PROCESSI".

Alla condanna richiesta da Ilda Boccasini per il processo Ruby, 6 anni di carcere ed inibizione dai pubblici uffici, tante sono state le reazioni dei deputati del PDL, questa quella di Rotondi.
"Io pregheró per Silvio affinchè superi questo momento difficile.
Invito tutti a pregare per Berlusconi affinchè vinca i suoi processi!"

Radio Rai

BERLUSCONI CONTRO LE FIGLIE DI TORTORA: "ERA MEGLIO SE STAVANO ZITTE".

«Io non mi sono affatto paragonato a Tortora», «le figlie di Tortora, la compagna di Tortora, Marco Pannella, hanno perso una buona occasione per stare zitti e non fare brutta figura». Lo dice Silvio Berlusconi in una nota. «Ho solo ricordato, con commozione e con rispetto, un suo pensiero che - aggiunge - può ben essere il pensiero di tutti coloro che stanno per essere sottoposti al giudizio di un giudice». 

L'Unità

domenica 12 maggio 2013

ROMA: ASSALTATI I GAZEBO ELETTORALI DEL PD E DEL PDL

Roma, 11 mag. - (Adnkronos/Ign) - Blitz questa mattina a Roma contro i gazebo elettorali a sostegno di Ignazio Marino e di Gianni Alemanno in vista delle elezioni comunali.

"Questa mattina un gruppo di ragazzi con il volto coperto da una maschera bianca hanno occupato il gazebo di piazza Bologna" riferisce il Comitato Ignazio Marino sindaco. "Poco prima delle 10 è arrivata Francesca Malvani, candidata della Lista Civica Marino in Municipio II che ha rivendicato il gazebo a quel punto il gruppo l'ha insultata e spintonata buttando in aria anche tutto il materiale presente all'interno - prosegue la nota - Prima di abbandonare il gazebo, e allontanarsi a piedi, gli occupanti hanno lasciato alcuni volantini con la scritta 'vota nessuno'. Le forze dell'ordine allertate sono prontamente intervenute. Un episodio preoccupante che non rispetta la nostra idea di democrazia" afferma il Comitato Marino. Marino ha interrotto il suo tour elettorale per recarsi a Piazza Bologna.

Netta condanna anche da Gianni Alemanno. "L'assalto di un gruppo di giovani col volto mascherato al gazebo del nostro comitato elettorale, a piazza Bologna, è una intimidazione inaccettabile, allarmante e preoccupante. Bisogna condannare con fermezza questo clima di violenza, da parte di chi non vuole il confronto e si nasconde dietro una maschera" afferma il sindaco di Roma. "Queste persone, una quindicina - spiega Alemanno - hanno fatto irruzione, strappando volantini e altro materiale elettorale, con l'unico obiettivo di intimorire, generare paura, confusione ai nostri volontari presenti. Per fortuna non ci sono state conseguenze fisiche per i nostri ragazzi e ragazze presenti in quel momento al gazebo ai quali va la nostra totale solidarieta'".

Sempre nella Capitale, nella notte, è stata danneggiata la sede del comitato elettorale del candidato sindaco Alfio Marchini, nel XV municipio di Roma, al civico 230 di corso Francia. Alcuni chiodi sono stati trovati sulla serratura della porta d'ingresso e sono stati anche strappati alcuni striscioni. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Ponte Milvio.

Episodi questi che seguono di poche ore la contestazione all'ex governatrice del Lazio Renata Polverini mentre era a cena con Enrico Folgori, candidato del centrodestra al Consiglio comunale.

"E' giunto il momento di rendersi conto che il confronto politico, anche aspro, deve svolgerei nelle sedi opportune e che la violenza, comunque esercitata, non può più essere tollerata'' afferma Polverini annunciando una interrogazione urgente al ministro dell'Interno. "In campagna elettorale -prosegue- la manifestazione del pensiero dovrebbe essere considerata sacra e inviolabile e, infatti, la legge prevede modi e tempi affinche' questo avvenga: quello che e' successo oggi a Roma non puo' essere sottovalutato, ne' restare impunito''.

''Ad Alemanno e Marino, ma soprattutto ai loro volontari che presidiavano i gazebo presi d'assalto da individui impunemente mascherati va tutta la mia solidarietà - conclude l'ex governatrice del Lazio -. Spero che le forze dell'ordine riescano ad individuare i responsabili di questo gesto gravissimo".


PDL ATTACCA E REPLICA ALLE POLEMICHE DEI MINISTRI IN PIAZZA A BRESCIA

«Appaiono sconcertanti e inconsistenti le polemiche di queste ore a proposito della manifestazione di ieri del Popolo della Libertà a Brescia». È quanto si legge in una nota del Coordinamento del Popolo della Libertà. «La manifestazione, convocata da tempo, a sostegno del candidato sindaco Paroli (che tra l'altro è intervenuto dal palco, contrariamente a quanto avvenuto per altro gente di eventi pubblici) rientra nella normale campagna elettorale per le elezioni amministrative, e sarà seguita da eventi analoghi, in altre città, da qui al voto di fine mese. Non è un caso, inoltre, che il titolo dell'evento fosse: «Per Paroli sindaco». 

«È assolutamente normale che a manifestazioni di questo tipo partecipino il Presidente del partito, il Segretario, i dirigenti nazionali - si legge ancora nella nota del Pdl - Ed è addirittura ovvio che chi interviene svolga considerazioni e valutazioni sull'attualità politica nazionale, com'è avvenuto in tutti gli altri precedenti comizi, senza che peraltro nessuno si fosse sognato di battezzarli contro qualcosa o qualcuno. Accade così in tutte le democrazie del mondo». «Che qualcuno, in Italia, trovi spunti per polemiche senza fondamento appare letteralmente surreale», conclude la nota.

L'Unità

venerdì 10 maggio 2013

LETTA: "GRILLO MI INSULTA MA IO TAGLIO STIPENDI E LUI NON TAGLIA LA DIARIA".

(ASCA) - Roma, 10 mag - ''Se Grillo la butta sull'insulto personale vuol dire che non ha molti altri argomenti. Lui insulta e io lavoro: io con un decreto togliero' lo stipendio ai ministri e lui vedo che non riesce a togliere la diaria ai suoi parlamentari che invece che si ribellano''. Lo afferma il presidente del Consiglio Enrico Letta, nel corso dell'incontro con la stampa al termine del colloquio a Palazzo Chigi con il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, replicando agli attacchi ricevuti oggi dal leader di M5S.   Sull'accusa poi, sempre di Grillo, di ''aver fatto per vent'anni il nipote suo zio (Gianni - ndr)'' Letta ironicamente replica: ''Veramente sono 46 anni che faccio il nipote...''

SCRITTE SUI MURI A PISTOIA, SPARATE A KYENGE! FIRMATO FORZA NUOVA

Due scritte minacciose e pericolose sui muri di Pistoia contro il ministro Cécile Kyenge: “Sparate al ministro Kyenge, non ai carabinieri”. E l'altra dice: “Ministro Kyenge fuori dai c…. FN“. Il Comune ha avvisato le autorità e ha ordinato di pulire i muri. 

A Macerata Forza Nuova sulla sede del Pd ha messo lo striscione “Ministro Kyenge tornatene in Congo”. 

Le scritte sono in via Sestini nell'area del centro commerciale Panorama e nella zona presso la Cattedrale Ex Breda in via Pertini. Per il sindaco Samuele Bertinelli, “sono scritte volgari e spregevoli dettate dalla paura e dall’odio che offendono, insieme al ministro Kyenge, tutta la città di Pistoia". 

L'Unità

IUS SOLI: PER GRILLO SERVE UN REFERENDUM

Beppe Grillo si schiera contro lo ' ius soli'. O meglio, se proprio si devono cambiare le regole, sia un referendum a decidere e non «un gruppetto di parlamentari e di politici in campagna elettorale permanente». Sul suo blog il leader del M5s sottolinea come lo ius soli «in Europa non è presente, se non con alcune eccezioni estremamente regolamentate. Dalle dichiarazioni della sinistra che la trionferà (ma sempre a spese degli italiani) non è chiaro quali siano le condizioni che permetterebbero a chi nasce in Italia di diventare ipso facto cittadino italiano». 

Poi spiega: «Lo ius soli se si è nati in Italia da genitori stranieri e si risiede ininterrottamente fino a 18 anni è già un fatto acquisito. Chi vuole al compimento del 18simo anno di età può decidere di diventare cittadino italiano». 

Certo, osserva, «questa regola può naturalmente essere cambiata, ma solo attraverso un referendum nel quale si spiegano gli effetti di uno ius soli dalla nascita». D'altra parte, prosegue Grillo, «una decisione che può cambiare nel tempo la geografia del Paese non può essere lasciata a un gruppetto di parlamentari e di politici in campagna elettorale permanente. Inoltre, ancor prima del referendum, lo ius soli dovrebbe essere materia di discussione e di concertazione con gli Stati della Ue. Chi entra in Italia, infatti, entra in Europa».


L'Unità

giovedì 9 maggio 2013

GRILLO TUONA CON I SUOI: "GOGNA PUBBLICA SUL WEB A CHI SI TIENE LA DIARIA

GRILLO, O LO CAMBIAMO O LASCIAMO IL PAESE IN MASSA 
Messaggio numero uno, dopo le accuse di 'poltronismò di questi giorni: «Non siamo attaccati alle poltrone». Messaggio numero due: «Se non riusciremo a cambiare questo Paese, meglio andarsene in massa». Lo ha detto Beppe Grillo ai parlamentari 5 Stelle riuniti a Montecitorio. 

- Grillo in assemblea: ha riletto il codice comportamentale, chi non lo rispetta è fuori (dal gruppo)

- Ora la nuova linea è andare in tv e spiegare alla gente cosa fanno. I grillini che stavano andando all'assemblea e parlavano con i giornalisti erano un po' preoccupati...

GRILLO: VENTURINO SI TIENE
I SOLDI, PEZZO DI M... 
«Il deputato siciliano Venturino che si tiene i soldi è un pezzo di merda». Sono queste le parole che il leader del Movimento 5 stelle Beppe Grillo ha pronunciato sulla polemica interna di giornata, nel corso dell'assemblea dei parlamentari del suo gruppo in corso a Montecitorio. Lo riferisce via Twitter Daniele Martinelli, uno dei componenti del gruppo di comunicazione M5S, presente alla riunione.

GRILLO: GLI ALTRI BLUFFANO 
CON LE NOSTRE IDEE 
Beppe Grillo è tornato ad attaccare i partiti della maggioranza per le assonanze che a suo giudizio ci sono tra le proposte del Movimento 5 stelle e quelle che vengono avanzate dalle altre forze politiche presenti in Parlamento. «In molti - ha osservato parlando agli eletti M5S in assemblea a Montecitorio - votano le persone. Noi siamo solo programma e se lo sono presi loro...». 

GRILLO: CI HANNO PRESO PROGRAMMA, 
BLUFFANO CON NOSTRE IDEE 
«In molti votano le persone. Noi siamo solo programma e se lo sono presi loro... Gli altri bluffano con le nostre idee». 

GRILLO: TRA DOPOGUERRA E STAR TREK, ECCO LA 'MISSIONE' M5S 
«Siamo quelli che prenderemo le macerie di questo paese, come i nostri padri dopo la guerra si aiutavano tra loro». Al di là della letteralità, indotta dalla fretta e dai caratteri contati di Twitter, Beppe Grillo descrive la 'missione' del suo M5S, parlando all'assemblea dei parlamentari, con metafore che uniscono passato e presente. «Noi non siamo un'automobile migliore, siamo un nuovo mezzo di trasporto: siamo il teletrasporto», dice infatti poco dopo l'ex comico. Come dire, dal neorealismo a Star Trek. 

GRILLO: CAMBIAMENTO? CI VUOLE PAZIENZA, NO BACCHETTA MAGICA 
«Noi cambieremo le cose ma bisogna avere pazienza. Non abbiamo bacchette magiche». 

GRILLO: SIAMO IL NUOVO MEZZO, 
SIAMO IL TELETRASPORTO 
«Noi non siamo un'automobile migliore, siamo un nuovo mezzo di trasporto: siamo il teletrasporto». 

GRILLO, SENZA DI NOI CI SAREBBERO
FORZE DAVVERO SOVVERSIVE 
«Questo cambiamento sarà morbido ma ci dovrà essere. Se non ci fossimo noi ci sarebbero forze veramente sovversive». 

GRILLO: SAREMO NOI A RICOSTRUIRE
IL PAESE DALLE MACERIE
«Siamo quelli che prenderemo le macerie di questo Paese, come i nostri padri dopo la guerra si aiutavano tra loro». 

PAX MEDIATICA DI GRILLO: 
RISPONDERE A GIORNALISTI, ANDARE IN TV 
Svolta mediatica del Movimento Cinque Stelle. Beppe Grillo ai parlamentari riuniti a Roma consegna un messaggio di pacificazione: «Fermatevi per la strada a rispondere ai giornalisti», dice il leader M5s. Di più, Grillo sdogana anche la partecipazione alle trasmissioni tv. «Perchè non siano talk show, andate in tv a spiegare ai cittadini le nostre idee», dice infatti. 

GRILLO A SUOI: FERMATEVI PER 
STRADA A RISPONDERE A STAMPA 
«Fermatevi per la strada a rispondere ai giornalisti». Così Beppe Grillo, durante l'assemblea del M5S in corso alla Camera, secondo quanto riportato dalla diretta twitter sul canale M5S di Montecitorio. 

GRILLO: LAVORIAMO SUI 20
PUNTI DEL PROGRAMMA 
«Lavoriamo sui 20 punti del programma. Referendum propositivi, senza quorum, e leggi di iniziativa popolare»: è questa la linea politica che Beppe Grillo, leader dei 5 stelle, ha indicato ai parlamentari del movimento riuniti in assemblea a Montecitorio. 

ALLA CAMERA GRILLO IN PIEDI 
AL MICROFONO DÀ LEZIONE AI SUOI 
Nella diretta Twitter sul canale M5S di Montecitorio è comparsa la fota della riunione che i grillini stanno avendo con Beppe Grillo. L'incontro è nella nuova auletta dei gruppi. Grillo è in piedi davanti al microfono che, come di consueto gesticola. I parlamentari, alcuni con pc o I-pad avanti, lo ascoltano assorti. 

GRILLO: NON REGGE, L'OPINIONE
PUBBLICA STA CAMBIANDO 
«Il governo non regge. L'opinione pubblica sta cambiando». Lo ha detto il leader M5S nell'assemblea con i parlamentari del suo gruppo in corso a Montecitorio. «Cercano di dimostrare - ha aggiunto, secondo la sintesi diffusa via Twitter - che siamo come gli altri». 

PUBBLICI I NOMI DI CHI
SI TIENE LA DIARIA 
«Metteremo nomi e cognomi di chi vuol tenersi i soldi»: è questa la soluzione che Beppe Grillo ha annunciato sulla querelle interna al Movimento 5 stelle a proposito della questione della diaria. Non è ancora una minaccia di espulsione, ma di fatto di una divisione pubblica fra chi rispetta e chi non rispetta le regole del movimento. «Fanculo i soldi!» è stata la battuta sintetica del comico genovese di fronte all'assemblea dei parlamentari M5S. 

GRILLO, IL GOVERNO NON REGGE.
IL VENTO STA CAMBIANDO 
«Il governo non regge. L'opinione pubblica sta cambiando. Cercano di dimostrare che siamo come gli altri». 

- Esordio Grillo, tweet da dentro: «Fanculo i soldi, non potete fare la cresta su ciò che non rendicontate».

L'Unità

CONDANNA BERLUSCONI, LA MUSSOLINI INSORGE: "VOGLIONO ELIMINARE SILVIO".

"Siamo di fronte ad un vero e proprio scandalo giudiziario. Non credo che ormai vi siano piu' dubbi circa il fatto che a Milano non risiede piu' la giustizia ma solo un plotone di esecuzione che ha come unico obiettivo la eliminazione di Silvio Berlusconi come uomo, come imprenditore e come politico. Gli Italiani per bene sanno bene dove sia la verita' e non credo sia piu' sufficiente l'indignazione.'' Lo afferma la senatrice del Pdl Alessandra Mussolini. (ANSA). 

BERLUSCONI CONDANNATO, I SERVI SABATO IN PIAZZA PER DIFENDERE IL PADRONE

Il Popolo della libertà scende in piazza in difesa di Silvio Berlusconi. È quanto si legge in una nota del partito in cui si precisa che «la manifestazione si svolgerà sabato 11 maggio a Brescia alle 16 in piazza Duomo, con la partecipazione del presidente del Popolo della libertà». 

Nelle ultime settimane la manifestazione, che doveva essere sulla scia di quelle di piazza del Popolo a Roma e di piazza della Libertà a Bari, era stata 'derubricata' a semplice conferenza stampa e cena di finanziamento. Tuttavia, nelle ultime ore, a modificare l'impostazione dell'appuntamento è intervenuta la sentenza di condanna di secondo grado nel processo Mediaset per lo stesso Berlusconi.

L'unità



mercoledì 8 maggio 2013

ANCHE L'APPELLO CONDANNA BERLUSCONI: PROCESSO MEDIASET, CONFERMATI 5 ANNI

Anche la Corte d'Appello dopo il tribunale condanna Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione per frode fiscale nel processo sui diritti tv di Mediaset e conferma i 5 anni di interdizione dai pubblici uffici che in caso di esito negativo del ricorso in Cassazione costringerebbero l'ex premier fuori dal Parlamento.

La sentenza è stata emessa dopo 5 ore e mezza di camera di consiglio. «Sentenza assolutamente scontata ma anche dal di fuori di ogni logica, contro la forza dei fatti. In nessun altro tribunale avremmo avuto una decisione del genere» dicono Ghedini e Longo, gli avvocati difensori. Secondo i legali, «visti i modi e i torni utilizzati dai giudici nella conduzione del processo non ci si poteva aspettare nulla di diverso».

La sentenza di secondo grado conferma l'assoluzione del presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. Condanne confermate per Frank Agrama, Gabriella Galetto e Daniele Lorenzano. Gli altri imputati sono stati prosciolti o nel merito o per prescrizione. Tra 15 giorni le motivazioni della sentenza. Un termine breve perchè incombe la prescrizione che scatterà a settembre del prossimo anno. 

C'è il rischio che la Corte Costituzionale accogliendo il conflitto di attribuzione tra poteri dello stato in merito al legittimo impedimento del primo marzo 2010 induca la Cassazione ad annullare la sentenza di oggi e a ordinare la celebrazione di un altro processo. I giudici stamani avevano rifiutato di sospendere in attesa della decisione della Consulta. 


Berlusconi in primo grado era stato condannato a 4 anni di reclusione per frode fiscale sull'acquisizione diritti tv Mediaset e all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. 

Il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri è stato assolto mesi nell'ambito del processo d'appello per i diritti tv acquistati, secondo l'accusa, dalle reti del Biscione da major americane a prezzi maggiorati per creare dei fondi neri. Per lui il pg Laura Bertolè Viale aveva chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi perché a suo dire «la sua responsabilità è certa» dato che il presidente di Mediaset «ha sempre seguito gli ordini dell'azionista di riferimento, venendo meno ai suoi diritti e doveri». Già in primo grado Confalonieri era stato assolto.

L'Unità

PD: SPUNTA L'IPOTESI FINOCCHIARO ALLA SEGRETERIA

In corso il coordinamento del Pd convocato per cercare di trovare un'intesa in vista dell'assemblea del partito che si riunirà sabato. A quanto si apprende, però, ancora non si sarebbe giunti ad un accordo sul nome di Anna Finocchiaro, quello più accreditato nelle ultime ore, e starebbe prendendo consistenza l'ipotesi, caldeggiata da dalemiani e giovani turchi, di anticipare il congresso a prima dell'estate, a fine giugno o inizio luglio. 

L'Unità

ALLA FINE VINCE IL PDL! NITTO PALMA È PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA

Nitto Francesco Palma è stato eletto presidente della commissione Giustizia del Senato, nel ballottaggio con il senatore del Movimento 5 Stelle Mario Giarrusso. All'ex Guardasigilli Pdl sono andati 13 voti, all'esponente 5 Stelle 4 voti, 8 le schede bianche mentre una è stata dichiarata nulla. 

PALMA ELETTO SENZA I VOTI DEL PD
Palma ha ottenuto 13 voti. In base a quanto hanno dichiarato, parlando con i giornalisti, i senatori della commissione Giustizia, sette voti gli sono stati dati dal Pdl, uno dall'esponente di Gal, uno da quello delle Autonomie, Karl Zeller, due dai senatori di Scelta civica Gianluca Susta e Andrea Olivero. Mancano altri due voti: il Movimento 5 Stelle ha votato per il proprio candidato Mario Giarrusso e quindi i voti rimanenti vanno cercati tra le schede bianche annunciate preventivamente da Pd e Lega nord. Secondo il senatore di Gal, Lucio Barani, «a votare Palma è stata la Lega».

L'unità


NOI LI VEDIAMO COSÌ

Pierluigi Bersani

SONDAGGIO BALLARÓ: SALE PDL, IL PD CONTINUA A SCENDERE, 5 STELLE IN PICCHIATA


DIARIA A 5 STELLE: C'È TENSIONE NEL MOVIMENTO DOPO LA DECISIONE DEI DEPUTATI GRILLINI AL NON RESTITUIRE LA DIARIA

Grande irritazione ai vertici del Movimento 5 stelle sulla questione dei rimborsi ai parlamentari. Secondo quanto si apprende, infatti, Beppe Grillo non sarebbe affatto contento della piega che ha preso la discussione sulla vicenda di quanto e se restituire tra diaria e indennità. Al punto da aver preso la decisione di venire a Roma giovedì per incontrare tutti gli eletti 5 stelle.

Secondo quanto si apprende, il comico genovese sarebbe pronto ad una vera e propria 'strigliata' ai grillini che sulla storia dei rimborsi volevano fare la differenza rispetto ai politici tradizionali. Ma, il referendum on line che ha sancito libertà di coscienza e i distinguo di alcuni parlamentari, rischia di compromettere il messaggio di 'diversità' rispetto ai deputati e senatori degli altri partiti. 

L'unità

CHI GUIDERÀ IL NUOVO PD? NON C'È INTESA NEL PARTITO, L'ASSEMBLEA NAZIONALE SLITTA ANCORA

Altre ventiquattr’ore passate con un nulla di fatto. Neanche un faccia a faccia tra Pier Luigi Bersani e Gianni Cuperlo è servito a far fare passi avanti. E se entro stasera i membri del coordinamento Pd e i segretari regionali non troveranno un’intesa sul dopo-Bersani, l’Assemblea nazionale inizialmente prevista per sabato scorso e poi convocata per sabato prossimo potrebbe nuovamente slittare. Oppure, ipotesi emersa nei giorni scorsi, poi accantonata e che però ora riprende quota, i mille delegati convocati a Roma (dovrebbe esserci anche il premier Enrico Letta, interessato ad avere un Pd forte) potrebbero dare soltanto mandato alla commissione per lo statuto di lavorare sulle modifiche da apportare alla carta fondamentale del partito (in primis, non far più coincidere la figura del segretario Pd con quella del candidato premier) rinviando invece la decisione sulla nuova guida a un altro appuntamento. 

martedì 7 maggio 2013

BOCCIATO NITTO PALMA ALLA GUIDA DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA, GASPARRI: "UNI STRAPPO INACCETTABILE".

Roma, 7 mag. (Adnkronos/Ign) - Non ce l'ha fatta Francesco Nitto Palma ad essere eletto alla guida della commissione Giustizia al Senato nonostante l'intesa che era stata raggiunta da Pd, Pdl e Scelta Civica. L'ex Guardasigilli non è passato alla prima votazione ed è stato 'bocciato' anche alla seconda. La commissione tornerà a riunirsi domani alle 15. Nella terza votazione è richiesta la maggioranza semplice dei voti.

"Quanto accaduto in commissione Giustizia al Senato è inaccettabile'', tuona il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri. ''E' chiaro ora a tutti chi viola i patti e chi li rispetta. Il Pdl è un partito serio. Il Pd è il regno del caos", sottolinea. Per il presidente dei senatori Pdl Renato Schifani il no a Nitto Palma ''è un fatto politico'' e ''ognuno ora dovrebbe assumersi le sue responsabilità".

OFFESE A NAPOLITANO SUL BLOG DI GRILLO, 22 INTERNAUTI INDAGATI

''Offesa all'onore e al prestigio del Presidente della Repubblica'': è questo il reato ipotizzato nei riguardi di 22 persone, iscritte nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore (Salerno) in un'inchiesta sulla pubblicazione di decine di post sul blog di Beppe Grillo.

L'iscrizione - ha sottolineato il Procuratore della Repubblica di Nocera inferiore, Gianfranco Izzo - è stata fatta quale atto dovuto e fra gli indagati - ha reso noto Izzo - non vi e' Beppe Grillo. L'inchiesta e' stata avviata nel maggio del 2012 quando il leader del Movimento 5 Stelle pubblico' un post definendo ''una salma'' il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. La dura affermazione, ma soprattutto i commenti offensivi che ne seguirono, fecero avviare l'inchiesta da parte della Procura di Nocera Inferiore che incarico' gli agenti della Polizia Postale di fare piena luce sulla vicenda e di identificare gli autori dei post.

Dopo alcuni mesi di indagini, con riscontri anche attraverso server internazionali, la Polizia Postale ha trasmesso alla Procura un elenco di 22 'internauti' autori dei commenti. Si tratta di persone individuate in numerosi centri italiani come Roma, Genova, Catania, Taranto, Terracina (Roma), Ascoli, Casal di Principe. ''Dopo i risultati investigativi della Polizia Postale - ha riferito il Procuratore Izzo - ho trasmesso gli atti al Ministero della Giustizia richiedendo la prescritta autorizzazione a procedere. Fino a questo momento - ha concluso - a distanza di quasi un anno dall'avvio delle indagini, non ho ricevuto in merito alcuna comunicazione''. (ANSA).

lunedì 6 maggio 2013

IL FINANCIAL TIMES DISTRUGGE IL GOVERNO LETTA

Il Financial Times affonda la penna. Nel commento "Il libro dei sogni di Letta", il quotidiano inglese sottolinea come l'obiettivo di restare entro il 2,9 per cento di deficit/pil nel 2013 è "in contrasto con l'allentamento fiscale" che Letta ha annunciato. E "i termini di un significativo stimolo fiscale non sono chiari, in presenza di un debito tra i più alti del mondo".

Poi, il quotidiano sottolinea come il taglio dell'IMU, come voluto da Berlusconi, è una manovra poco utile. Le tasse da tagliare sono altre: "si dovrebbe cominciare da quelle sul lavoro".

Poi, l'affondo finale. Bruxelles, sottolinea il quotidiano, sarebbe anche "tollerante" circa un "moderato" incremento del deficit se fosse finalizzato a investimenti, scuola, università, chiedendo in cambio un impegno forte sulle riforme strutturali. Ma "la resistenza dei partiti sarà forte. Il centro sinistra bloccherà quelle sul lavoro. Il centro destra quelle sulle professioni. È improbabile che il libro dei sogni di letta diventi realtà".




LICIO GELLI OMAGGIA ANDREOTTI: "CHI È UOMO I SEGRETI SE LI PORTA DIETRO".

Roma, 6 mag. (Adnkronos) - ''L'unico al mondo che ha diritto di chiamarsi uomo e statista. Sono pochi gli italiani che lo ricordano''. E' categorico il giudizio che Licio Gelli, ex Venerabile della P2, da' di Giulio Andreotti. Del sette volte presidente del Consiglio, spiega Gelli all'Adnkronos, ''ho un ricordo magnifico. Un uomo di quella statura li' non nasce piu', oggi sono tutti mezze calzette''.

Del senatore a vita scomparso oggi a Roma, Gelli sottolinea: ''Un politico altamente preparato e onesto, all'altezza dei compiti che gli venivano affidati. E' stato capo di Stato e un capo di Stato deve tenere i segreti che gli vengono affidati''.

Andreotti, rimarca, ''ha fatto il suo dovere, ha usato i segreti per dare il benessere al popolo. I segreti li aveva, e se li è portati con sé. Chi è un uomo se li porta dietro...''.

L'AMMUTINAMENTO DEI GRILLINI! SENATORI E DEPUTATI A 5 STELLE DISOBBEDISCONO A GRILLO E SI TENGONO LA DIARIA

I Grillini che non ti aspetti. Deputati e senatori del Movimento 5 Stelle quando vogliono sono in grado di dire di no al grande capo. Infatti, ieri, i parlamentari del M5S hanno votato, contrariamente a quanto chiesto da Beppe Grillo, per mantenere tutta la diaria, senza restituire la quota parte che non hanno speso nel corso del mese.

A raccontarlo, tra gli altri, è Annalisa Cuzzocrea su Repubblica. Scrive la giornalista di Repubblica:

Nella loro e-mail il capo politico e il cofondatore del Movimento suggerivano di scegliere delle onlus cui devolvere l'eccedenza, e chiarivano: "I parlamentari devono percepire solo 5.000 euro lordi di indennità e ogni altro rimborso relativo a spese effettivamente sostenute rendicontate periodicamente. La differenza dovrà essere destinata al fondo di solidarietà".



Invece nel corso del fine settimana, i parlamentari Grillini si sono espressi sul cosa fare con le parti accessorie dello stipendio: diaria, spese per collaboratori e attività politica, rimborsi per taxi e telefono.

E il risultato è stato sorprendente: un bel "niet" al fondatore e al "guru" del Movimento.

Ieri pomeriggio avevano votato 132 parlamentari su 163. Il 48 per cento chiede che le diarie (quindi tutte le voci accessorie) vengano mantenute completamente, con l'obbligo di rendicontare tutto quel che si spende, ma senza dovere restituire il di più. Lo farà chi vorrà. Ad esempio, se per pasti e albergo un deputato spende in un mese 2mila euro, potrà decidere di tenersi i restanti 1.500, o di metterli nel fondo di solidarietà appositamente creato. Per la rendicontazione pura, per tenersi cioè solo quello che si può provare di aver speso come chiesto da Grillo e Casaleggio, si è espresso il 36 per cento dei parlamentari. Minoritarie le altre ipotesi: il 2,27 vuole trattenere tutto e prendere una decisione definitiva tra 4 mesi, dopo aver visto quanto costa la vita da parlamentare. Altri chiedono che la diaria sia trattenuta solo all'80 per cento, altri ancora volevano stabilire un limite di spesa per macro aree da confermare poi in assemblea.

Insomma, chi vuole si tiene tutta la diaria parlamentare. Ma di che cifre stiamo parlando? Ecco svelato - nei dettagli - a quanto ammontano le voci "accessorie"

A quanto ammontano le indennità accessorie (tutte esentasse)? Si tratta di 3.500 euro di diaria (le spese del mantenimento a Roma, anche per chi ci vive già); 3.690 (4.180 per i senatori) di spese esercizio mandato, quelle che servono per collaboratori (i 5 stelle assumeranno tutti con contratto regolare, e per fare avere 1.500 euro di stipendio a un assistente devono tirarne fuori 2.800); poi 1.000 euro al mese circa, a seconda della distanza casa-aeroporto, per gli spostamenti in taxi (aerei, navi e treni sono rimborsati); infine ci sono 3.098 euro annui di telefono.

Blogo.it

DISASTRO LAVORO: FUTURO NERO SECONDO L'ISTAT, 2014 PIÙ DISOCCUPATI E PIÙ POVERI

Nel 2013 il mercato del lavoro continuerebbe a manifestare segnali di debolezza con un rilevante incremento del tasso di disoccupazione all'11,9% (+1,2 punti percentuali rispetto al 2012).

Lo rende noto l' Istat. Nel 2014, si legge ancora nella previsione 'Le prospettive per l'economia italiana nel 2013-2014', il tasso di disoccupazione continuerebbe a crescere fino a raggiungere il 12,3% a causa del ritardo con il quale il mercato del lavoro è previsto rispondere alla lenta ripresa dell'economia.

«La caduta del reddito disponibile, l'elevato clima di incertezza percepito dai consumatori e il tentativo di ricostituire livelli di risparmio precedentemente erosi - spiega l' Istat - continuerebbero a penalizzare i consumi privati. Le persistenti difficoltà nel mercato del lavoro e l'orientamento restrittivo delle politiche di bilancio, limiterebbero la possibilità di un aumento significativo dei consumi nel 2014». Come conseguenza di questi fattori, la spesa privata per consumi registrerebbe nell'anno in corso una contrazione dell'1,6%, cui seguirebbe una lieve ripresa nel 2014 (+0,4%), inferiore alla crescita del Pil.

L'Unità

CHIAMPARINO: "IO SEGRETARIO DEL PD? NON SCHERZIAMO, IL PARTITO SEMBRA UN ACCAMPAMENTO".

(ASCA) - Roma, 6 mag - ''Io segretario? Non scherziamo''. E poi la tessera del Pd ''e' un anno che non ce l'ho'' anche se, ''con l'aria che tira, mi sento tra i piu' fedeli''. tessera''. Lo afferma in una intervista a Repubblica Sergio Chiamparino, ex sindaco di Torino e attualmente presidente della Compagnia San Paolo. ''Mi da' fastidio - sottolinea - che il mio nome venga tirato in ballo per governo e partito. Sia chiaro: non smettero' mai di appassionarmi alla politica. Ma - aggiunge - non mi cattureranno facilmente nel gioco dei partiti. Nel 2012 non ho rinnovato la tessera del Pd perche' non e' bene che il presidente di una fondazione bancaria sia iscritto a un partito''. Chiamparino contesta il fatto che il suo nome ''venga utilizzato come il prezzemolo in tutti i 'toto' possibili, dal totopresidente al totosegretario''. Nel Pd, ricorda poi ''e' mancato l'amalgama. Eravamo un eccellente gruppo di correnti, ciascuna con i suoi referenti e ciascuna abbarbicata in una stanza della sede di Sant'Andrea delle Fratte. Piu' che un partito, un accampamento''. red-fdv

M5S: È RIVOLTA DEI PARLAMENTARI CONTRO I DUE GURU: "LA DIARIA È NOSTRA E CE LA TENIAMO".

Libertà di coscienza. È quello che avrebbero scelto, secondo quanto si apprende, i 'grillini' sugli emolumenti dei parlamentari, sconfessando, di fatto, le proposte di Grillo e di Casaleggio.

Ieri sera si è concluso il sondaggio tra deputati e senatori sulla destinazione della diaria e a un'ora dalla chiusura del voto il 48,48% su circa 130 partecipanti (sono 163 i parlamentari del M5S) era orientato in favore della diaria completamente trattenuta dall'eletto, il quale deve stabilire - secondo coscienza - quanto rendere.

Sarebbero in campo anche altre altre opzioni minoritarie: per il 3,79% la diaria va completamente trattenuta e per un'analoga percentuale deve essere trattenuta all'80%. Si fermerebbe al 2,27% la quota di chi ritiene che la diaria vada completamente trattenuta per i primi 4 mesi, per poi lanciare un nuovo sondaggio. Per la 'rendicondazione pura', e cioè¨ quanto spendi, quanto trattieni, si pronuncerebbe il 36,30%, mentre il 5,30% indicherebbe di stabilire un limite di spesa per macro aree da confermare poi in una nuova assemblea dei gruppi.

Quanto all'indennità parlamentare, la proposta di Beppe Grillo sui 5 mila euro lordi continua a far discutere per quel che riguarda una una possibile 'personalizzazionè sui carichi familiari e sulla situazione economica pre-incarico di ciascun parlamentare. Dello stipendio dei parlamentari si discuterà, comunque, la settimana che viene in una assemblea, dove si proporrà anche la questione della presidenza delle commissioni parlamentari di controllo.

L'Unità


domenica 5 maggio 2013

CONTINUANO LE DISCRIMINAZIONI DELLA BIANCOFIORE SUI GAY: "SI AUTOGHETTIZZANO, SONO COME UNA CASTA".

«Non ho nulla di cui rammaricarmi. Ho solo espresso il mio parere: non mi pare un peccato sostenere che le associazioni gay si autoghettizzino. Né tanto meno posso negare che siano una vera e propria casta». Insiste la deputata del Pdl Michaela Biancofiore, e continua ad attaccare gli omosessuali anche dopo che le è stata ritirata la delega alle Pari opportunità. «Non ho fatto niente di male: ho dovuto difendermi dalle accuse che mi erano ingiustamente piovute addosso. Non pago niente, perché non ho nulla di cui vergognarmi: non mi pare di aver detto cose che hanno potuto penalizzarmi», dichiara Biancofiore, spiegando che sul conferimento di un nuovo incarico interverrà «dettagliatamente nel merito lunedì», quando verranno assegnate le deleghe.

http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=73558&typeb=0&Biancofiore-insiste-I-gay-sono-una-casta

sabato 4 maggio 2013

MICCICHÈ DIFENDEA BIANCOFIORE: "NON È OMOFOBA, SARÀ BELLO LAVORARE CON LEI".

''Sarà un piacere lavorare con lei - ha detto all'Adnkronos Gianfranco Miccichè sottosegretario alla Pubblica amministrazione - Tra l'altro, non credo proprio che sia omofoba e bisogna stare molto attenti a non prendere decisioni drastiche ogni volta che c'è una polemica, perché spesso le polemiche nascono su fatti non veri".

BIANCOFIORE VIA DALLE PARI OPPORTUNITÀ! LO HA DECISO LETTA POCHI MINUTI FA

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha modificato le deleghe assegnate al sottosegretario Michaela Biancofiore che d'ora in poi si occuperà di pubblica amministrazione e semplificazione e non più di pari opportunità e sport. La decisione è giunta dopo la lettura stamani di una intervista del neo sottosegretario.

Proprio ieri, durante la cerimonia di giuramento, Letta aveva richiamato la squadra di governo a sobrietà nella organizzazione dei ministeri ma soprattutto nelle dichiarazioni, facendo notare come una squadra bipartisan deve avere necessariamente massimo rispetto reciproco. L'intervista di stamani è stata considerata, dunque, una infrazione di queste 'regole di ingaggio' annunciate ieri dal premier. La modifica delle deleghe, si apprende da fonti di governo, dunque, viene considerata come 'l'ultima chancè per la sottosegretaria Biancofiore.

L'Unità

venerdì 3 maggio 2013

BRUNETTA: "QUESTI VETI CONTRO BERLUSCONI SONO INTOLLERABILI! SENZA DI LUI NON C'È GOVERNO".

“E’ intollerabile il susseguirsi di veti nei confronti del leader del Popolo della libertà, partito fondamentale per la coalizione di governo. Senza Berlusconi è impossibile la pacificazione nazionale. Senza Berlusconi non c’è coalizione di governo. Pare proprio invece che troppi nel Pd giochino a farsi luce presso la parte peggiore del proprio elettorato senza preoccuparsi del futuro del Paese, che ha bisogno piu’ che mai di coesione”.


MICAELA BIANCOFIORE WIKIQUOTE - TUTTO IL REPERTORIO DELLA NUOVA SOTTOSEGRETARIO

Alcune perle del "sottosegretario" Micaela Biancofiore...........

Rapporto filiale, 3 gennaio 2010:
"Silvio mi ha praticamento visto crescere politicamente, ormai abbiamo un rapporto quasi filiale. Non credo che ci siano tanti altri berlusconiani accaniti come me".

Bin Laden? Miracolo di Wojtyla, 2 maggio 2011:
"L'eliminazione da parte delle forze Usa dello sceicco del terrore Bin Laden all'indomani della beatificazione di Giovanni Paolo II può essere letta come un nuovo enorme miracolo per il mondo regalato dal Papa più amato".

Nei giorni più duri dell'attacco speculativo all'Italia e del nubifragio in Liguria, lei pensa al Duce, 27 ottobre 2011:
"Caro ministro Frattini, ti invio bozza di lettera che dovresti inviare al presidente della provincia autonoma di Bolzano, Luis Durnwalder in merito al bassorilievo del palazzo degli uffici finanziari di Bolzano, che raffigura Mussolini a cavallo ed è di notevole importanza storico-artistica. Perché rimuoverlo?".

"La gente lo invoca!", 14 settembre 2012:
"Silvio, torna! Per il bene del paese dico sì, deve assolutamente tornare a Palazzo Chigi. Lo sa che la gente lo ferma, lo blocca, lo invoca? «Silvio, torna!», gli dicono... alla festa di compleanno di Catia Polidori, a fine luglio, gli imprenditori facevano la fila per invitarlo a riscendere in campo. E prima che andasse in Africa gli ho presentato un uomo d'affari straniero che voleva assolutamente conoscerlo. Anche all'estero Silvio è apprezzato, stimato... Silvio ci manca, manca il suo esempio di vita...".

Altroché Obama, 28 settembre 2012:
"Diciamocela tutta: Sarkozy era un avvocatuccolo di provincia, la Merkel una funzionaria della Germania dell'Est. Obama era un modesto avvocato che è stato montato tantissimo dal sistema mediatico. Berlusconi vicino a loro giganteggiava, lui era un taicon (pronunciato così, ndr). Fa analisi lucidissime, le sue analisi economiche fanno spellare le mani, una visione unica. E poi è in forma, ha persino buttato giù la pancia".

Eroico, ha preso il treno, 28 settembre 2012:
"Una cosa grandiosa. L'altro giorno Berlusconi è sceso in mezzo alla gente e ha preso il treno, al posto degli aerei privati: le persone in stazione lo hanno applaudito e gli hanno stretto la mano. Gli altri non lo avrebbero mai fatto, ha avuto coraggio, per questo lo amano tutti, mamme, papà e perfino i bambini".

Mica come Marrazzo, 1 ottobre 2012:
"In Argentina hanno dedicato un bordello a suo nome? Sì, ha il difetto di amare le donne, ma almeno non è come Marrazzo che va a transessuali: lui è un uomo normale. Anche se bisogna ancora provare il numero esatto di quelle che chiamano sue amanti".

La Berlusconi-generation, 12 ottobre 2012:
"Nel centrodestra ci saranno grandi novità in futuro, un nuovo partito, che si ispira a Berlusconi, l'uomo nuovo della politica, e che sarà fatto dalla sua Berlusconi-generescion, che è quella cresciuta secondo lezioni di vita, e non di partito".

COFFERATI LASCIA INTENDERE CHE... QUESTO È IL GOVERNO BERLUSCONI

(ASCA) - Roma, 3 mag - ''La maggioranza terra' finche' lo decidera' Berlusconi, ovvero fino a quando non si verificheranno situazioni come una condanna giudiziaria o un'assoluzione di alcuni temi come l'Imu o la presidenza della convenzione. E' un governo nato sotto una cattiva stella. Ci eravamo detti che mai e poi mai avremmo fatto un governo con il centrodestra e invece poi molti hanno cambiato idea. Questo e' un governo nato per colpa nostra e non per meriti altrui. Il Pd non deve limitarsi a dire di no alla candidatura di Berlusconi alla presidenza della convenzione, ma avanzare una propria candidatura. L'importante e' che non si tiri in ballo Rodota' dopo il comportamento tenuto nei suoi confronti''. E' quanto spiegato in diretta a Tgcom24 da Sergio Cofferati, deputato europeo del Pd, analizzando i punti di discussione legati alla formazione del governo Letta. com-gar mau bra

OPERAIO DI 62 ANNI SI IMPICCA PERCHÈ SENZA LAVORO. NEI MANIFESTI LA FAMIGLIE SCRIVE "É COLPA DELLO STATO".

"Da parte della Famiglia Carrano: tutto questo a causa dello Stato. Grazie". Un operaio di 62 anni, Nicola Carrano, rimasto senza lavoro dopo essere stato licenziato, si è suicidato ieri impiccandosi alla trave della soffitta della sua abitazione, nelle campagne di Matinella di Albanella e la famiglia ha lanciato l'atto d'accusa sui manifesti che, poche ore dopo, ha fatto affiggere in paese per annunciarne la morte.

A convincere i familiari che l'uomo abbia deciso di farla finita perché non sopportava più la sua condizione di operaio rimasto senza lavoro e, ai suoi occhi, senza dignità, dopo aver guidato per anni, con orgoglio e soddisfazione, le betoniere di una ditta di calcestruzzi, è stata la lettera che Nicola Carrano ha scritto per spiegare i motivi del gesto. L'hanno trovata gli stessi familiari, insieme al corpo senza vita.
Hanno chiamato il 118, sono intervenuti i Carabinieri e la Procura di Salerno che, disposto l'esame esterno del corpo, ha subito dato il nulla osta per i funerali, che saranno celebrati domani, ad Albanella. Nicola Carrano era stato licenziato dalla ditta di calcestruzzi un anno fa.

La ditta era stata costretta a ridurre il personale a causa della crisi e, nonostante questo, era poi fallita. L'uomo ha cercato un nuovo lavoro come autista di betoniere, ma senza risultati. Poi ha cercato di adattarsi, ha accettato altri tipi di lavori, sempre nel settore edile, sempre nei cantieri della zona, ma sempre in maniera saltuaria. Di recente era stato sottoposto a un intervento chirurgico e si era progressivamente chiuso in se stesso.
Era sposato e aveva tre figli. La piccola comunità di Albanella (poco più di seimila abitanti, tra i Monti Alburni e il Golfo di Salerno, che vive di agricoltura e allevamenti di bufali) si è stretta intorno alla famiglia. "E' stato un gesto disperato che ha colpito una famiglia di persone perbene e di grandi lavoratori - ha detto il vicesindaco del paese, Vito Capozzoli - Siamo sconvolti, tutto il paese è sconvolto. E' la prima volta che qua succede qualcosa del genere e pur nelle difficoltà mai nessuno era arrivato a fare un gesto così drammatico". (Fonte ANSA).

BRUNETTA: "ABOLIZIONE E RESTITUZIONE DELL'IMU O NON CI SARÀ PIÙ UN GOVERNO

(ASCA) - Roma, 3 mag - ''Noi nel 2008 avevamo tolto l'Ici sulla prima casa, quindi gli italiani dal 2008 al 2011 non avevano pagato sulla loro casa, sulla casa in cui vivevano, nessuna tassa. Monti ha messo l'Imu, tra l'altro rafforzandola rispetto all'Ici, per cui gli italiani hanno dovuto sborsare piu' soldi. L'impegno di governo e' quello di togliere questa tassa e di restituire quella pagata nel 2012''. E' quanto afferma Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl, durante un'intervista con Radio Anch'io, su Radio Uno. ''C'e' un bravissimo ministro dell'Economia, c'e' un presidente del Consiglio, c'e' una maggioranza che ha fatto degli accordi in tal senso e le risorse verranno trovate. Questo e' un accordo di governo: se non ci sara' la cancellazione dell'Imu a partire da giugno e se non ci sara' la restituzione di quanto pagato nel 2012 non c'e' piu' il governo'', conclude l'ex ministro. com-brm sam rob

giovedì 2 maggio 2013

INGROIA DICE ADDIO ALLA RIVOLUZIONE E PASSA ALL'AZIONE!

Roma, 2 mag. (Adnkronos) - Antonio Ingroia ricomincia da Azione Civile. "Da oggi - ha spiegato Ingroia in una conferenza stampa - si chiude l'esperienza di Rivoluzione Civile e si apre il cammino di Azione Civile. La vita di Rc era legata all'appuntamento elettorale del 24 e 25 febbraio e ha raccolto un risultato deludente e inadeguato".

"Questo - ha aggiunto l'ex pm di Palermo - è avvenuto in parte per il poco tempo avuto a disposizione per radicare il movimento, in parte per la totale preclusione nei nostri confronti dei possibili-potenziali alleati, in parte perché il messaggio di novità che Rc voleva proporre è stato raccolto come se Rc fosse un cartello elettorale. Dobbiamo riconoscere i nostri errori: non siamo riusciti a costruire un movimento politico unitario e radicato sul territorio".

Così, di comune accordo, i soci fondatori (Antonio Di Pietro, Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Leoluca Orlando, Luigi de Magistris e Angelo Bonelli), hanno liquidato l''impresa' e chiuso la fase di Rivoluzione Civile. Tuttavia, ha proseguito Ingroia, "il risultato elettorale molto deludente, non affossa il progetto che riparte e continua con Azione Civile, la cui natura è di un movimento civico che vuole stimolare il protagonismo dei cittadini che hanno voglia di partecipare al rinnovamento della politica".

"Dall'esperienza di Rc - ha affermato ancora Ingroia - ho imparato molto, a partire dalla convinzione che Azione Civile debba agire come un movimento civico puro. Da oggi iniziamo la campagna di adesione e ci rivolgiamo a chi crede in un'Italia più giusta, più equa, secondo principi giustizia sociale e giuridica. Il programma di Rc diventa il programma di Ac. In questo percorso sarò accompagnato dai candidati della società civile che si sono presentati alle elezioni con Rc".

"Azione civile non vuole essere un altro movimento politico che si aggiunge ai tanti partiti e partitini che affollano il centro sinistra o l'area progressista. Intendiamo costruire una casa comune dei cittadini che vogliono cambiare l'Italia e per ottenere questo obiettivo non possiamo rinchiuderci in un recinto identitario. Stiamo preparando un documento politico che chiameremo 'per una rivoluzione democratica'".

"Il dato più importante emerso dalle elezioni politiche, è che né i partiti, né i movimenti approdati in Parlamento, compreso 5 Stelle, sono riusciti a raccogliere la richiesta di cambiamento. In particolare - ha spiegato - credo che la risposta arrivata dal Pd con la costituzione del governo Letta, sia stata del tutto inadeguata. La stessa cosa si può dire per M5S che si è chiuso nel proprio recinto rifiutando ogni tipo di confronto". Primo step del percorso di strutturazione di Ac, ci sarà il 22 giugno con un'assemblea nazionale.

Riguardo al suo destino personale Ingroia ha fatto capire che se i ricorsi presentati sulla destinazione alla procura di Aosta e sulla nomina alla guida della società regionale Riscossione Sicilia dovessero essergli sfavorevoli, si dedicherebbe a tempo pieno alla politica.

"Per rispetto verso il Tar - ha dichiarato Ingroia in una conferenza stampa per la presentazione di Azione Civile - che sta ancora decidendo sul contenzioso tra me e il Csm e per rispetto delle decisioni che il Csm deve ancora prendere riguardo alla nomina al vertice della società Riscossione Sicilia Spa, non mi sembrerebbe giusto assumere posizioni chiare e nette".

"Tuttavia - ha continuato Ingroia - penso che i tempi della politica e la richiesta che è venuta dai sostenitori di Azione Civile, siano così forti che non è possibile aspettare i tempi decisionali miei, del Tar e del Csm. Ecco perché dico che l'attività di Azione civile deve andare avanti con le proprie gambe e non può aspettare le sorti o il destino professionale del sottoscritto".

"In questo momento - ha continuato il magistrato - non sto svolgendo alcuna funzione giudiziaria o attività politica, fatto salvo questo intervento che sto facendo per comunicare il nuovo percorso del movimento. Se rientrerò in magistratura è ovvio che dovrò fare un passo indietro rispetto alla politica, se invece il Csm dovesse continuare a ritenere che io debba essere destinato alla procura di Aosta e il Tar non dovesse darmi ragione, è chiaro che io dovrò trarne le conseguenze e avrò più tempo per dedicarmi alla politica".

"La mia storia di magistrato può avere senso - e lo dico con il massimo rispetto per i colleghi della procura di Aosta - soltanto se riprenderò a svolgere le funzioni legate alle mia attività specifica di magistrato antimafia e ad Aosta non c'è una procura distrettuale antimafia. Ci sono state delle petizioni, degli appelli da parte di associazioni di cittadini che hanno chiesto al Csm di destinarmi alla procura nazionale antimafia: se questo fosse accaduto - ha concluso Ingroia - le mie determinazioni sarebbero state diverse, ma non mi sembra l'orientamento attuale del Csm".

SI SCIOGLIE "LAVORAZIONE CIVILE", C'È INCOMPATIBILITÀ FRA I SOGGETTI

Era nata per le elezioni, aveva cambiato nome dopo il pessimo risultato alle urne e ora, a distanza di neanche un anno dalla sua nascita, è stata sciolta per sempre, con una nota a firma dei suoi soci fondatori. Il riferimento è a Rivoluzione Civile, il movimento che vedeva nel pm Antonio Ingroia il leader ed ex candidato alla presidenza del Consiglio. Un ricordo lontano, quello della campagna elettorale, specie alla luce di quanto comunicato oggi alla stampa: ”I soggetti che hanno dato vita a Rivoluzione Civile hanno deciso all’unanimità di considerare conclusa questa esperienza. Il risultato insoddisfacente delle elezioni politiche del febbraio scorso ha indotto ognuna delle componenti a una riflessione profonda della nuova fase politica al proprio interno”.

La nota, firmata da Antonio Ingroia (Azione Civile), Angelo Bonelli (Verdi), Luigi De Magistris (Movimento Arancione), Oliviero Diliberto (Pdci), Antonio Di Pietro (Idv), Paolo Ferrero (Prc) e Leoluca Orlando (Rete2018), prosegue sugli stessi toni: “Si è preso atto che le scelte strategiche future dei singoli soggetti sono incompatibili con la prosecuzione di un progetto politico comune, quanto meno nell’immediato”. In poche parole: ognuno va per conto suo. Rottura totale, quindi, anche se “resta intatta la stima reciproca tra tutte le forze che hanno dato vita a RC e la volontà di mantenere comunque interlocuzioni finalizzate al profondo cambiamento politico, culturale e sociale dell’Italia”. Poi le recriminazioni: “Resta inoltre forte il convincimento che nel nostro Paese la presenza in Parlamento di rappresentanti delle forze unite attorno a Rivoluzione Civile avrebbe portato un arricchimento importante al dibattito per la realizzazione di una legislazione avanzata sul terreno dei diritti sociali e civili, della legalità, dell’etica nella politica e di un nuovo impianto istituzionale. Il contrario – conclude la nota – di quanto purtroppo è avvenuto”.

martedì 30 aprile 2013

BERLUSCONI IN PIENO DELIRIO DI ONNIPOTENZA: "SARÓ IO IL PADRE RIFONDATORE DELLA COSTITUZIONE".

Roma, 29 apr. (Adnkronos) - Il progetto di istituire una Convenzione per modificare la Costituzione si farà e a guidare questo organismo sarà molto probabilmente Silvio Berlusconi. Il presidente del Pdl ha dato questa indicazione alla 'Telefonata' su Canale 5. "Si farà una convenzione per le riforme - ha spiegato - e nel corso delle trattative per la formazione del governo si è determinato che, alla guida di questo organismo, vada un esponente indicato dal Pdl. Immagino che sia io a guidarla, perché nei nove anni che sono stato presidente del Consiglio ho avuto modo di verificare le difficoltà di guidare il Paese".

Riguardo al profilo dell'esecutivo che ha giurato ieri al Quirinale e che oggi comincerà il suo percorso in Parlamento con le dichiarazioni programmatiche del presidente Enrico Letta, Berlusconi ha detto che "è un governo che ci soddisfa, perché è un governo di pacificazione tra forze che si riteneva non potessero collaborare, è un governo per lo sviluppo e la crescita e per la riforma dell'architettura istituzionale e dello Stato, che punta a rendere effettivamente governabile il Paese".

Ma a frenare sul nome del presidente è il leader della Lega Roberto Maroni: ''Prima bisogna che parta la convenzione. Siamo tutti interessati alla convenzione, non alla presidenza. Noi, almeno''. Se Berlusconi sia la persona giusta, ''non spetta a me dirlo'', precisa Maroni. Quanto alla Convenzione, ''lo schema proposto è molto intessante. Se sarà costituita in tempi rapidi con questi poteri - dice - noi siamo assolutamente interessati a partecipare''.