martedì 30 aprile 2013

BERLUSCONI IN PIENO DELIRIO DI ONNIPOTENZA: "SARÓ IO IL PADRE RIFONDATORE DELLA COSTITUZIONE".

Roma, 29 apr. (Adnkronos) - Il progetto di istituire una Convenzione per modificare la Costituzione si farà e a guidare questo organismo sarà molto probabilmente Silvio Berlusconi. Il presidente del Pdl ha dato questa indicazione alla 'Telefonata' su Canale 5. "Si farà una convenzione per le riforme - ha spiegato - e nel corso delle trattative per la formazione del governo si è determinato che, alla guida di questo organismo, vada un esponente indicato dal Pdl. Immagino che sia io a guidarla, perché nei nove anni che sono stato presidente del Consiglio ho avuto modo di verificare le difficoltà di guidare il Paese".

Riguardo al profilo dell'esecutivo che ha giurato ieri al Quirinale e che oggi comincerà il suo percorso in Parlamento con le dichiarazioni programmatiche del presidente Enrico Letta, Berlusconi ha detto che "è un governo che ci soddisfa, perché è un governo di pacificazione tra forze che si riteneva non potessero collaborare, è un governo per lo sviluppo e la crescita e per la riforma dell'architettura istituzionale e dello Stato, che punta a rendere effettivamente governabile il Paese".

Ma a frenare sul nome del presidente è il leader della Lega Roberto Maroni: ''Prima bisogna che parta la convenzione. Siamo tutti interessati alla convenzione, non alla presidenza. Noi, almeno''. Se Berlusconi sia la persona giusta, ''non spetta a me dirlo'', precisa Maroni. Quanto alla Convenzione, ''lo schema proposto è molto intessante. Se sarà costituita in tempi rapidi con questi poteri - dice - noi siamo assolutamente interessati a partecipare''.

GLI ELETTORI DEL PD SI VENDICANO

Gli elettori del PD si vendicano e cambiano lo statuto del partito su Wikipedia.
La segreteria passa a Silvio Berlusconi mentre lo schieramento di apparteneza diventa doppio, centrosinistra e centrodestra.

LETTA OTTIENE LA FIDUCIA AL SENATO

Roma, 30 apr. (Adnkronos/Ign) - Dopo il via libera alla fiducia ieri a Montecitorio, il Senato ha votato oggi la fiducia al governo di Enrico Letta con 233 voti a favore, 59 contrari e 18 astenuti.

"Mi sono reso conto che c'è un carico di aspettative eccessivo su questo governo" ha detto il premier intervenendo in aula prima del voto. Letta si dice ''grato'' di questo ma ''la situazione è e rimane di grandissima difficoltà e emergenza'' e la fiducia al governo non cancella la ''oggettiva fragilità'' della situazione.

La vita del governo è legata al raggiungimento degli obiettivi illustrati ieri nel discorso programmatico, ha sottolineato il presidente del Consiglio nella sua replica al Senato. "La squadra dei ministri -ha affermato- credo sia di per sé una parte del programma. La squadra lavorerà con il Parlamento in un rapporto corretto, dato che negli ultimi anni questo rapporto era diventato sempre più asimmetrico".

"Questo naturalmente non è solo colpa dei governi cattivi ma semplicemente perché un Parlamento con 945 tra senatori e deputati, con gli stessi poteri, non funziona. Da qui il tema della Convenzione costituente che abbiamo messo al centro della riflessione. Io ieri ho indicato il termine di 18 mesi e non perché ho voluto essere irrispettoso nei confronti del Parlamento, ma semplicemente perché ritengo che la vita di questo governo debba essere legata al raggiungimento di punti fermi e adempimenti certi -ha aggiunto Letta- che i cittadini devono poter esigere dalla politica".

"Quello che facciamo sarà decisivo, se da qui escono parole di fiducia sul fatto che l'Italia può uscire da questa situazione". "Non ci sarà mai una legge che ci farà uscire, sarà solo se tutti insieme percepiremo che ce la facciamo, la responsabilità comune che abbiamo è questa", ha detto il premier.

"Contano i provvedimenti ma la fiducia delle persone e delle famiglie è venuta meno perché questi hanno deciso di smettere di investire e non lo hanno fatto per le leggi ma perché si è creato un clima per il quale anche chi non ha perso il posto o non ha visto cambiamenti di reddito ha deciso di abbassare i propri investimenti e consumi per un clima complessivo che ha finito per creare un avvitamento", ha spiegato.

"Anche io avrei voluto un risultato elettorale diverso, avrei voluto essere non qui ma magari seduto un po' piu' di lato in un governo politico diverso da questo. Ma la realta' e' il principale tema che un uomo politico deve mettere di fronte alla sua azione altrimenti raccontiamo favole a noi stessi per stare tranquilli" sottolinea Letta. E aggiunge: "Il mescolarsi e lo stare insieme fanno paura se si ha paura della propria identita' debole, ma se si e' convinti della propria identita' ci si rende conto che non ci sono alternative".

"Io non credo che Silvio Berlusconi abbia una identita' debole, se ho capito il personaggio. E anche io vengo da un percorso di semplificazione attraverso identita' nuove di cui sono orgoglioso -ha spiegato il premier-. Se siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto non dobbiamo avere timore, di fronte alle politiche e' assolutamente possibile trovare soluzioni comuni".

Nomina sottosegretari entro domenica. Intanto, il ministro per le Infrastrutture, Maurizio Lupi ha confermato che la nomina dei sottosegretari avverrà entro domenica prossima.

ALLARME LAVORO: LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE SCHIZZA AL 34,8%

Roma, 30 apr. - (Adnkronos/Ign) - A marzo il tasso di disoccupazione è rimasto fermo all'11,5%, stesso dato di febbraio ma in aumento di 1,1 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2012 e con una perdita di 248 mila posti di lavoro. Lo comunica l'Istat che sottolinea come il numero di disoccupati, pari a 2 milioni 950 mila, diminuisce dello 0,5% rispetto a febbraio (-14 mila). Il calo interessa sia la componente maschile sia, in misura più lieve, quella femminile. Su base annua la disoccupazione cresce dell'11,2% (+297 mila).

Quanto agli occupati a marzo erano 22 milioni 674 mila (il 56,3% della popolazione), in diminuzione dello 0,2% rispetto a febbraio (-51 mila) ma si tratta di un calo - sottolinea l'Istat - che riguarda la sola componente femminile. Mentre gli uomini occupati crescono di 19 mila unità, le donne a lavoro si riducono infatti di 70 mila unità, sempre rispetto a febbraio. Con tutta probabilità la permanenza a lavoro delle donne over-50, che aveva finora permesso di arginare il calo, non basta più a garantire la stabilità e, tanto meno, la crescita dell'occupazione. Il tasso di occupazione diminuisce di 0,1 punti percentuali nel confronto congiunturale e di 0,6 punti rispetto a dodici mesi prima.

A preoccupare anche la continua crescita del tasso di disoccupazione giovanile: come segnala l'Istat a marzo tra i giovani tra i 15 e i 24 anni il tasso di disoccupazione è al 38,4%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 3,2 punti nel confronto tendenziale. In totale i giovani disoccupati sono 635 mila e rappresentano il 10,5% della popolazione in questa fascia d'eta'.

Quanto al numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta dello 0,5% rispetto al mese precedente (+69 mila unità). Il tasso di inattività si attesta al 36,3%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e in diminuzione di 0,2 punti su base annua.

CRIMI: "AL QUESTO GOVERNO NESSUNA FIDUCIA, SBANDIERATO IL CAMBIAMENTO MA SERVONO I FATTI".

(ASCA) - Roma, 20 apr - ''Non daremo la fiducia a questo governo. Ora ci confronteremo su contenuti e su questi ci troverete responsabili per dovere nei confronti di questo popolo''. Lo ha affermato il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Vito Crimi. Secondo Crimi ''il cambiamento e' stato sbandierato ma non sono seguiti i fatti''. ''Lei - ha aggiunto rivolgerndosi al premier Letta - ci ha chiesto di scongelarci e noi la aspettavamo alla prova dei fatti, ma i primi passi hanno confermato l'immagine di un sistema politico congelato. L'invito a scongelarsi lo rivolgiamo noi a lei''.